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GENERALE

Valeria
Poletti, (1949)
Ricercatrice
indipendente,
da molti anni
ha orientato i
suoi studi all'analisi
delle
problematiche nell'ambito delle relazioni internazionali, dei
presupposti e delle strategie
degli interventi armati.
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Valeria
Poletti
L'impero
si è fermato
a Baghdad
298 pp. - € 13,50
In Iraq, la più imponente
forza militare del pianeta si è impegnata in una guerra che non riesce a vincere.
Tutte le strategie dell'amministrazione imperiale degli Stati Uniti sono, fino
ad ora, fallite. La Resistenza irachena rappresenterà forse il primo agente
storico di una nuova fase di lotte anticoloniali, una fase che vedrà l'avvio
del declino inevitabile dell'egemonia della superpotenza?
Partendo
dall'attualità e dall'analisi delle motivazioni dell'aggressione, inquadrando
di conseguenza le ragioni presenti della Resistenza militare e civile all'occupazione,
l'autrice ripercorre le fasi storiche della decolonizzazione nel mondo arabo,
della rivoluzione del '58 e della successiva evoluzione dello Stato e della
società irachena, fornendo una visione complessiva delle strategie occidentali
che ne hanno condizionato le trasformazioni. Si arriva così all'osservazione
degli ultimi avvenimenti, all'indagine sui soggetti politici che animano la
Resistenza, all'esame delle prospettive per l'Iraq e dei presupposti per un
allargamento del conflitto.
Il
testo è integrato da schede tematiche e cartine geografiche.
Dalla
prefazione del giornalista Fulvio Grimaldi:
“Le
informazioni, gli approfondimenti di questo libro, autentiche rivelazioni per
la maggioranza dei lettori, capovolgeranno, a chi in buonafede si appresta alla
lettura di questo impareggiabile e ricchissimo documento, quanto finora aveva
ritenuto credibile e condivisibile dell'immane tsunami di falsità e imposture
con cui l'imperialismo occidentale, coadiuvato dall'opportunismo e dalla passività
di chi avrebbe dovuto saper reagire, ha letteralmente lobotomizzato l'opinione
pubblica.”
Dalla
postfazione di Gianfranco Bertolo - Università Statale di Milano:
“Pur
non condividendo in diverse parti i contenuti più che l'impianto del testo,
ho considerato quest'opera molto interessante ed inusuale rispetto a quanto
sinora apparso sull'argomento sia come personali testimonianze giornalistiche
che come testi storico-scientifici usciti dall'ambito accademico.
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